Quartu non può non ripartire…….

E’ sotto gli occhi di tutti i cittadini quartesi una situazione inverosimile di stallo politico-istituzionale determinato dalla difficoltà di relazione tra il  sindaco e il proprio partito, il PD, componente fondamentale della coalizione della maggioranza del centrosinistra.

Il rischio è alto: è quello non solo di avere una città che ancora aspetta la partenza della nuova amministrazione e che per motivi di relazione interna non riesce a concentrarsi sull’azione politica. E’ anche il rischio di rimanere fermi per molto più tempo: quasi un anno di commissariamento. E la certezza di offrire inoltre su un piatto d’argento alla destra o al M5S l’amministrazione di questa città.
Una parte significativa del centrosinistra e delle forze che hanno dato un contributo per la vincita delle elezioni, comprese alcune forze interne dello stesso PD, non sono disposte a supportare questo danno che sarebbe incalcolabile per una città che è ferma da troppo tempo, in attesa di una linea politica progressista e di sviluppo.
Le diverse forze del centrosinistra stanno mettendo a punto un documento che faccia il quadro della situazione che si rivolga ai cittadini, ma indirettamente anche ai consiglieri PD contro l’ipotesi di commissariamento del Comune.
Buona parte (ma non tutti) dei consiglieri PD , è noto, a ragione o a torto, valutano che il “loro” sindaco non debba essere supportato e debba andare a casa assieme alla consiliatura. Ci appelliamo perchè abbiano il senso di responsabilità che la loro elezione gli ha conferito.
Se tra i consiglieri PD esiste il convincimento che il sindaco non abbia le capacità o lo stato di salute o lo stato psicologico, magari le caratteristiche politiche, non abbia il consenso del suo partito, aspetti necessari a governare la città, e se questo sentire sia sufficientemente dffuso per cui in questa situazione di stallo intendono far decadere il consiglio, facciano quanto la legge prevede: raccolgano le firme di 15 consiglieri che concordino con loro e vadano al protocollo e diano le dimissioni. Questo è il passaggio necessario, anche se doloroso per consegnare la città al commissario prefetizio (ora regionale) che gestirà l’ordinaria amministrazione per quasi un anno e che manterrà ancora inchiodata la città ai suoi problemi strutturali. In questo caso ogni giorno che passa saranno minori le opportunità dei giovani, aumenteranno i problemi infrastrutturali che ovviamente non si risolvono, dalla metropolitana leggera a i piani di risanamento, aumenterà l’abusivismo, non ci saranno le azioni per la soluzione dei problemi che quotidiamanete viviamo. Se invece non riescono a raggiungere i 15 dimissionari necessari, nei prossimi giorni, anche con l’aiuto dell’opposizione (Pani sfida ad essere lunedi al protocollo) perchè il consenso non è poi così diffuso, prendano atto della loro difficoltà nel raggiungere il loro obiettivo e lascino il passo a colleghi che della stessa lista possano sostituirli nell’azione di supporto a questa amministrazione di centrosinistra, dando un apporto costruttivo. Un passo doloroso ma che è anche di responsabilità.

La città potrà e dovrà affrontare i propri problemi e cogliere le opportunità date dai suoi potenziali: turismo sostenibile, sviluppo dell’agro alimentare, integrazione e traino della città metropolitana con la valorizzazione delle risorse ambientali come il Molentargius, la costa e l’entroterra. Affrontare i problemi strutturali come la mobilità con la petropolitana leggera e gli assi di scorrimento che liberino il centro e diano dignità al centro storico. Valorizzazione delle culture, delle arti e dei mestieri locali. Affrontare una volta per tutte le questioni di sviluppo urbano trasformando l’annoso problema dell’abusivismo pregresso e attuale,  e mettendo tutti nelle condizioni di vivere in un ambiente di qualità. Il paesaggio fa fatto diventare dna dei cittadini che lo preservino e lo valorizzino….. Il lavoro: servono interventi importanti. Sanità ugualmente con un centro di ascolto, con l’unificazione delle componenti socio-sanitarie.

Serve infine un metodo di lavoro nuovo che coinvolga tutti, proprio tutti e che la pianificazione sia un processo condiviso.(vedi documento di lavoro sulle linee programmatiche nel precedente articolo: pssw carlo)

Ci sono le condizioni perchè questo possa succedere. Basta volerlo.

Da qui possiamo ripartire, avendo una visione costruita e attuata insieme.

C. Crespellani e altri amici

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